REPERTORIO

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Testi e spartiti (in PDF)

 

Note storiche

 

A ninnia

 


Una dolce ninna nanna che, in quanto tale, contiene tutti gli auguri e gli auspicii che ogni genitore fa per il figlio che idealmente si culla.
(Vedi approfondimenti).

A tammurriata nera

 


Canzone diventata forse la migliore testimonianza delle condizioni di vita nella Napoli nell'immediato dopoguerra.
(Vedi approfondimenti).

Acutumbele

 


Proviene dal Ghana ma purtroppo nessuno è stato in grado di tradurla anche se "O mileko" pare essere un saluto.
Il ritmo e il rincorrersi delle parole nel testo farebbe pensare a una canzone per bambini…

Addio Lugano

 


Fu scritta nel gennaio 1895, quando il governo svizzero espulse Pietro Gori e altri diciassette noti profughi politici.
(Vedi approfondimenti).

Addio morettin

 


È tra le piu conosciute canzoni di risaia.
(Vedi approfondimenti).

Ammore Amor

 

Canzone popolare abruzzese.

Badoglieide

 


Alcuni partigiani la scrissero sul motivo molto orecchiabile della canzone "E non vedi che sono toscano".
(Vedi approfondimenti).

Bella ciao

 


Famosa canzone partigiana tradotta e cantata in molte lingue.
La musica deriva da una filastrocca infantile (La mè nona l'è vecchierella - vedi sotto).
(Vedi approfondimenti).

Canto dei lager

 


Unica canzone scritta dai prigionieri in campo di concentramento.
(Vedi approfondimenti).

Col Parabello

 


Derivato dal canto degli alpini "Col fucile sulle spalle", fu cantata soprattutto in Veneto, Liguria e Piemonte.
(Vedi approfondimenti).

Cosa rimiri

 


Sull'aria del canto della prima guerra mondiale "Cosa rimiri mio bell'alpino".
La particolarità di questo canto sta nella struttura, che è tipicamente quella del canto epico-lirico dell'Italia settentrionale.
Fu cantata soprattutto in Veneto, Liguria e Piemonte.

Dai monti di Sarzana

 

Inno della brigata partigiana Gino Lucetti, attivo nei dintorni di Carrara, che prese il nome dall’anarchico che attentò alla vita di Mussolini nel 1926.

Dalle belle città

 

Sull'aria del canto deglla prima guerra mondiale "Cosa rimiri mio bell'alpino".
La particolarità di questo canto sta nella struttura, che è tipicamente quella del canto epico-lirico dell'Italia settentrionale.

E anche per quest'anno

 


Un’amara cronaca della vita di risaia databile, in questa variante, negli anni cinquanta (visto il riferimento a Scelba).
(Vedi approfondimenti).

E più non canto

 


Canzone narrativa diffusa in tutto il centro-nord, entrata a far parte del repertorio militare e di monda.
È anche nota col titolo “ La prova”.

E verrà quel dì di lune

 


Filastrocca per bambini portata alla notorietà da Nanni Svampa e dai Gufi anche se le nonne già la cantavano ai nipotini forse con intento didattico per l'insegnamento dei giorni della settimana.

El pueblo unido

 


È una delle più note canzoni legate al movimento Unidad Popular e alla presidenza del Cile da parte di Salvador Allende.
(Vedi approfondimenti).

Fischia il vento

 


Celebre canzone popolare il cui testo fu scritto nel settembre 1943.
In seguito divenne l'inno ufficiale delle Brigate Garibaldi.
(Vedi approfondimenti).

Fuoco e mitragliatrici

 


Canto della Grande Guerra composto sull'aria di una canzonetta napoletana.
(Vedi approfondimenti).

Gorizia


Una delle più significative canzoni antimilitariste di tutti i tempi.
(Vedi approfondimenti).

Ignoranti

 


Parole e musica scritte dal sindacalista vercellese Pietro Besate nel 1951, in occasione di un congresso di “Noi donne” (settimanale femminile del Pci).

Il bersagliere

 


Questo motivo, ispirato a un vecchio canto alpino, nacque tra i partigiani operanti sulle montagne liguri nel 1944.
(Vedi approfondimenti).

Io son contadinella

 


Non potete non ricordarvi questa filastrocca: tutte le bambine la canticchiavano giocando, e sarà certamente rimasta nelle orecchie anche dei maschietti.

Italia bella, mostrati gentile

 


Composto negli ultimi anni del XIX secolo, è senza dubbio uno dei più noti canti di emigrazione italiani.
(Vedi approfondimenti).

La bella la va al fosso

 


Fu scritta probabilmente nel 1908, ma non si sa da chi.
Tra i versi viene inserito un buffo ritornello, che ripete il grido dell'ortolano.
(Vedi approfondimenti).

La Bergera

 


Notissimo e antichissimo canto piemontese.
Lo raccolse dalla voce del popolo Costantino Nigra, segretario di Cavour.
(Vedi approfondimenti).

La me’ nona l’è vecchierella

 


Secondo l'etnomusicologo Roberto Leydi, dalla musica di questa rima per gioco infantile deriva la musica del canto della resistenza "Bella ciao".

La mia morosa cara

Canzone popolare lombarda del primo Ottocento (vedi riferimento all'industria della filatura), di soggetto amoroso.
(Vedi approfondimenti).

La pecora è nel bosco

 


Famosissima canzoncina per bambini, di cui ci piace tramandarne la tradizione orale.
Si possono trovare diverse versioni.

La Republicana

 


Canzone legata alla Comune di Parigi scritta nel 1870.
"Badinguet" è il soprannome satirico dato a Napoleone III.

La Sobirana



"La sovrana" è un canto popolare occitano che con versi poetici inneggia a un grande amore, la lingua occitana, identità di questo popolo senza nazione.
(Vedi approfondimenti).

Lauretta l'è bella

 


Ballata del filone popolare "la prova".

Lo mes de mai

 


Canzone in lingua occitana sul "Maggio" nella versione del gruppo polifonico "Original'Occitana".
(Vedi traduzione testo).

Maggio delle ragazze

 


Nel filone "civile" e popolare delle festività di Maggio troviamo nel Frignano, in particolare nella contrada di Riolunato, questo componimento in quartine esprimente gli affetti inspirati dalla fiorente Primavera.
(Vedi approfondimenti).

Maggio di Cogorno

 


Canto di questua di Cogorno (Genova).
Gruppi di cantori passano di casa in casa augurando ogni bene.

Maggio di Maresca

 


Brano della tradizione del "Cantar Maggio" (o Calendimaggio) della frazione Maresca (comune di San Marcello Pistoiese - Pistoia).

Maradhyugal

 


Brano di Jamel Amel, poeta della Cabilia (regione a nord dell'Algeria) che ci è stato insegnato da Nadia Ammour, cantante, interprete e percussionista del gruppo Tighri Uzar (in cabilo “la voce delle radici”)

Marciar Marciar

 


Canto della formazione partigiana ossolana comandata da Filippo Beltrami. Le parole sarebbero dovute ad Antonio Di Dio, che si ispirò ad una preesistente canzone dei bersaglieri.
(Vedi approfondimenti).

Maremma

 


È una canzone di maledizione, perché chi andava a lavorare in Maremma sapeva di non tornare; pochi sopravvivevano.
(Vedi approfondimenti).

Mawahe

 

 

Mio amor l’è ‘ndà a la guerra

 


Ballata del filone popolare "la prova".

Morti di Reggio Emilia

 


Canto di Fausto Amodei scritto nel 1960 in occasione dei moti contro il Governo Tambroni.
(Vedi approfondimenti).

Nel bosco degli alberi

 


Appartenente al filone epico-lirico, questo brano era diffuso prevalentemente nell'Italia settentrionale.
Probabilmente il tema proveniva da leggende longobarde e celtiche
Narra dell'incontro di una giovane donna ed un pellegrino. Di solito il pellegrino viene dipinto come colui che inizia l'approccio e finisce per insidiare la giovane.

Nicaragua Nicaraguita

 


Canzone composta, come molte altre famose di Mejía Godoy, durante i primi anni del governo sandinista, per la "Crociata nazionale di alfabetizzazione".
(Vedi approfondimenti).

Non piangere Giannetta

 


Uno dei temi più diffusi nella canzone popolare è quello della ragazza che respinge innamorati nobili e ricchi perché ama un giovane povero.
L'interesse di questa canzone è dato dal fondersi di due temi, quello suddetto e quello del brigante condannato a morte, amato dalla fanciulla che sceglie di dividerne la sorte.

Oh sala

 


Canzone centro-africana che coinvolge i partecipanti facendoli diventare protagonisti con l'inserimento del proprio nome nella strofa.

Ojos Azules

 


Canzone cilena di Manuel Casazola Huancco cantata anche da Violeta Parra e dagli Inti Illimani.
Narra di una tragica storia d'amore.

Paralup

 


Brano scherzoso che descrive i componenti della banda partgiana, di stanza a Paralup, guidata da Duccio Galimberti.
(Vedi approfondimenti).

Pengabelot

 


Canzone in lingua occitana.
Il testo parla del figlio di un giardiniere, che vorrebbe cogliere due fiori da inviare al proprio amore lontano.
Il giovane si interroga su chi, fra lo sparviero e l’allodola, sia più adatto a fare da messaggero, poiché il primo è “menzognero” e potrebbe riferire un messaggio falso, ma la seconda è distratta e potrebbe non recapitarlo affatto.
Il ritornello non ha alcun significato, ma contribuisce a dare all’intero canto la sonorità di un’allegra filastrocca.

Poveri soldati

 


Canto di coscrizione della montagna pistoiese.
Cutigliano - Prima metà del XIX secolo.
(Vedi approfondimenti).

Saludo de Araca La Cana

 


Canzone d'inizio spettacolo presentata dal gruppo "Araca la Cana" durante il carnevale del 1937.
(Vedi approfondimenti).

Santa Barbara

 


Triste canto di miniera che si rivolge a Santa Barbara in quanto protettrice dei minatori.
(Vedi approfondimenti).

Satra Satra

 


Canto tradizionale che narra, anche se scritto in lingua rumena, dello stile di vita dei rom, del loro orgoglio di appartenenza.
(Vedi approfondimenti).

Sau Sau

 


Danza-canzone giunta nell'isola di Pasqua nel 1939.
Si dice che il canto sia originario di Tahiti, e che furono alcuni polinesiani a insegnarlo agli abitanti di Rapa Nui.
Le parole del canto sono in uno strano dialetto presumibilmente di Samoa, ma nessuno è ancora riuscito a tradurlo.

Se chanto

 


Canto del XXII secolo considerato un vero e proprio inno occitano.
Di questa canzone esistono due chiavi di lettura.
(Vedi approfondimenti).

Semm in vun

 


Ballata in dialetto milanese, narra della marcia di un gruppo di soldati che prima si va formando e poi torna ad assottigliarsi.
(Vedi approfondimenti).

Senti le rane che cantano

 


Uno dei più antichi canti mondini.
Questa versione (ne esistono diverse sullo stesso tema e melodia) è di Ripalta Nuova (Cremona - Lombardia).
Narra dell'agognato ritorno a casa dopo i 40 giorni di monda e delle sofferenze patite, fisiche e psicologiche, che verranno dimenticate grazie all'affetto dei familiari e a una vita più salutare.

Solo le pido a Dios

 


Sólo le pido a Dios, di León Gieco, è una canzone che non passerà mai di moda: è un tema di sempre e per sempre e un successo internazionale con parole che dobbiamo tutti tenere molto presenti, soprattutto quando dicono: solamente chiedo a Dio che la guerra non mi sia indifferente.
Nelle guerre tutti perdono.
(Vedi approfondimenti).

Sotto l'albero del Piemonte

 


Come si evince dal titolo questa canzone ha origini piemontesi ed è noto come "Ratto al ballo".
Ne esistono diverse versioni (questa giunge dall'emilia), tramandate per lo più da donne di servizio e cameriere, in cui il finale è più o meno tragico (spesso la donna si suicida).
Racconta di come i potenti, in questo caso il figlio del re, possano tenere in mano le sorti anche della vita privata delle persone (una donna sposata viene rapita durante un ballo e non potrà più rivedere i suoi bambini).

Spondo

 


Canto di origini incerte.
Troviamo questo brano nel film russo "Cavallo di fuoco" di Sergei Parajanov nella scena del matrimonio tra Ivan e Palagna.
(Vedi approfondimenti).

Teresina

 

 

Vasija de barro

 


Canzone dell'Ecuador del 1956.
Narra della tradizione Inca di seppellire i morti in vasi di argilla colmi di cibo.
Polvere siamo nati e polvere ritorneremo, lasciando amori e delusioni.

YaTishe

 


Canto gitano della Bulgaria.